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domenica 20 aprile 2008


S.O.S. VILLINO LIBERTY

UN BENE DA TUTELARE CHE RISCHIA DI SCOMPARIRE DALLA MEMORIA STORICA DI BARCELLONA POZZO DI GOTTO


Il termine ‘Liberty’ fu usato in Italia per indicare quello stile tipicamente ‘floreale’, più conosciuto con il nome francese di ‘Art Nouveau, che influenzò l’architettura e l’arte europee agli inizi del ‘900. Il villino liberty Foti –Arcodaci costruito intorno al 1911 su progetto dell’ingegnere G.Ravidà , per conto del barone messinese Ignazio Foti è posizionato all’incrocio tra la Via Roma e la Via Operai. centro nevralgico della città. Unica testimonianza rimasta in città di villini progettati che in gran parte non vennero mai edificati ed in parte demoliti per il prevalere di logiche miopi ed irresponsabili. Inoltre, l’intensa urbanizzazione, la speculazione edilizia , l’incuria e l’abusivismo , hanno fatto sì che venissero cancellate dalla memoria storica molte altre testimonianze presenti nella città di Barcellona Pozzo di Gotto . “L’edificio a base quadrangolare è coperto da un tetto a padiglioni che culmina in un’altana; i pilastri montanti sono ornati da timidi motivi floreali, ma la peculiarità di questo risiede nella decorazione in ferro che si dispiega in tralci fioriti è assume i volumi di una scultura in alcuni elementi portanti. Quest’opera , secondo la tradizione orale si deve all’estro di un artigiano locale ( conosciuto come “Giovanni u palummu” )che risulta attivo nei primi decenni del secolo”. (1) in tutta la provincia di Messina. Purtroppo parte della recinzione è stata rimossa durante il periodo fascista per donarla alla patria, e sostituita con della rete metallica . Vincolata dalla Soprintendenza il 3 marzo del 1990 con Legge Regionale n.80 del 1 agosto 1977
( Norme per la tutela , la valorizzazione e l’uso sociale dei beni culturali ed ambientali nel territorio della Regione siciliana) non ha sortito di nessun beneficio in quanto la “Villa Arcodaci”, attualmente , versa in grave situazione di degrado ed abbandono a da più parti se ne invoca il suo recupero. All’interno le stanze sono disposte tutte al piano terra intorno ad un disimpegno centrale dalla quale si diparte una scala in legno che accede alla soffitta. Le camere avevano originariamente tutti i soffitti dipinti crollati per l’infiltrazione di acqua per la mancata manutenzione del tetto , solo di recente la Provincia Regionale di Messina proprietaria dell’immobile ha effettuato il rifacimento del tetto in attesa di un completo restauro . La Soprintendenza di Messina di recente ha effettuato un sopralluogo all’interno della villa ed ha provveduto allo stacco dei dipinti rimasti per fini conservativi e trasferiti in attesa di ricollocazione presso il Palacultura .
Carmelo Ceraolo

(1) Rizzo Eugenio, Sirchia Maria Cristina, “Sicilia Liberty”, Palermo, Libreria Dario Flaccovio Editrice, 1986, p.45
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